Home___aperturaCortei, Forze dell’Ordine e libertà d’informazione secondo i politici riminesi di Fratelli d’Italia

Secondo la destra i fatti di Pisa e Torino vanno tutti nello stesso calderone, ma soprattutto i giornalisti non si permettano di fare il loro mestiere


Cortei, Forze dell’Ordine e libertà d’informazione secondo i politici riminesi di Fratelli d’Italia


2 Marzo 2024 / Stefano Cicchetti

Il “Coordinatore Provinciale Rimini FDI Dott. Marcello Nicola” scrive in una nota: “I fatti accaduti negli ultimi 10 giorni a Pisa, Firenze e Torino con critiche ed attacchi alle forze dell’ordine ci lasciano sgomenti e perplessi. Le opposizioni farebbero bene ad imparare e ricordare bene, che in un sistema democratico, in cui sono garantiti diritti e libertà, esistono delle regole che necessitano di essere rispettate proprio per impedire soprusi ed ingiustizie. Se gruppi di facinorosi forzano un blocco di polizia, insultandoli ed aggredendoli, devono essere fermati proprio nel rispetto delle regole, altrimenti si finirebbe nell’anarchia. Fratelli d’ Italia ha sempre difeso il sacrosanto diritto a manifestare indipendentemente dal Governo in carica. L’Italia è tra i pochi Paesi, come ha i giustamente ricordato il Presidente Meloni, ad aver permesso le manifestazioni pro Palestina, oltretutto con il solo 1,5 per cento di disordini sulle oltre 2500 manifestazioni autorizzate”.

“Come Partito FDI , ma soprattutto come donne ed uomini, che lo rappresentiamo nei vari territori siamo e saremo sempre grati alle Forze dell’Ordine che, alle volte anche con stipendi e logistica poco adeguati rischiano la loro incolumità per garantire la nostra sicurezza.
Per i motivi sopraesposti in questo weekend ci siamo recati sul Territorio presso la Questura ed il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rimini, il Comando Compagnia Carabinieri di Riccione ed altri presidi territoriali dei Carabinieri con i Parlamentari Sen. Spinelli, On. Colombo, il Coordinatore Provinciale Nicola Marcello ed Avv. Pensalfini. Nei prossimi giorni lo faranno anche altri rappresentati attraverso volantini e social media”.

“Le forze dell’ordine sono il nostro presidio principale di sicurezza specie in una città come Rimini spesso purtroppo terra di balordi.
Le istituzioni hanno il dovere di sostenere con convinzione e sentitamente gli agenti impiegati nella pubblica sicurezza, respingendo con ogni mezzo i gravi tentativi di delegittimazione messi in atto da qualcuno nei giorni scorsi.
Ci auspichiamo che anche certa sinistra, che è stata prontissima nel mettere sotto processo mediatico polizia e carabinieri, esprima la stessa solidarietà alle forze dell’ordine e condanni senza tentennamenti le violenze messe in atto con regolarità da centri sociali e antagonisti.
Le Autorità ci hanno ringraziato per la visita e la solidarietà espressa: Fratelli d’Italia continuerà sempre a far sentire loro tutto il sostegno di cui necessitano per garantire a tutti noi sicurezza e legalità”.

Il Dottor Nicola Marcello va pertanto ringraziato per aver integrato il precedente e lacunoso comunicato della senatrice Domenica Spinelli, in cui si dava conto degli incontri con Questore e comandante provinciale dei Carabinieri di lei sola, mentre apprendiamo che erano presenti anche la collega On. Beatriz Colombo, lo stesso Nicola Marcello e l’avvocato Diego Pensalfini. Inoltre ora sappiamo che gli incontri sono avvenuti anche presso “il Comando Compagnia Carabinieri di Riccione ed altri presidi territoriali dei Carabinieri”.

Dopo di che Marcello è perfettamente in linea con la sua senatrice. “Se gruppi di facinorosi forzano un blocco di polizia, insultandoli ed aggredendoli, devono essere fermati proprio nel rispetto delle regole, altrimenti si finirebbe nell’anarchia”: qualcuno può non essere d’accordo? Ma le opposizioni, che secondo Marcello “farebbero bene ad imparare e ricordare bene” quanto sopra, si sono sollevate dopo quanto è avveuto a Pisa. Lì c’erano gruppi di facinorosi che hanno tentato di forzare un blocco di polizia? E sono stati fermati “nel rispetto delle regole”? Ma Marcello non cita Pisa, resta nel generico, quindi non si capisce a quali fatti si riferisca; mette nello stesso calderone Pisa, Firenze e Torino; auspica che “certa sinistra” esprima una solidaretà che la sinistra e il centro e tutti quanti hanno già espresso su un episodio ben preciso, quello di Torino. Lamenta che le Forze dell’ordine si trovino ad agire “alle volte anche con stipendi e logistica poco adeguati” quando appartiene al partito di maggioranza nel governo che a quegli stìpendi e quella logistica dovrebbe provvedere.

Il ministro dell’Interno Piantedosi nel riferire in Parlamento sugli episodi di Pisa e Firenze ha detto: “Consentitemi di sottolineare il diritto degli appartenenti alle forze di polizia di non subire processi sommari”. E ci mancherebbe altro! Tuttavia altri a quanto pare non godono di questo diritto: a processo sommario con tanto di condanna definitiva sono già stati sottoposti quei ragazzini che in un centinaio hanno manifestato a Pisa; dato che sia il ministroche Nicola Marcello giustamente amano citare le percentuali, sanno bene che il 15% di loro è finito all’ospedale e che il 73,3% dei quei feriti è composto da minorenni. Tutto bene? Tutto normale?

Ma per tornare nel cortile di casa, ci viene riferito che la senatrice Spinelli non ha gradito il taglio del nostro articolo sui suoi incontri con i vertici locali delle forse dell’ordine; eppure il suo comunicato stampa è stato pubblicato integralmente, come del resto questo del dottor Nicola Marcello. Non andava bene nemmeno la foto in apertura; eppure era riferita a quanto avvenuto a Pisa, di cui la parlamentare parla. E soprattutto non va bene che un organo di informazione si permetta un commento: deve limitarsi a pubblicare quanto riceve, titolo e foto comprese.

Così la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli interpreta l’articolo 21 della Costituzione e ci fa sapere che per rappresaglia non ci invierà più i suoi comunicati stampa. Così, per lo stesso motivo, era già avvenuto con la sua collega parlamentare, la deputata di Fratelli d’Italia Beatriz Colombo, parimenti adombratasi per un comunicato che ci siano permessi di commentare. Le testate giornalistche devono essere mute bacheche dove il politico di turno affigge le sue arringhe e che nessuno fiati. Così è se vi pare.

Stefano Cicchetti