HomePoliticaRimini, Renzi (FdI): “No immigrati in hotel”. Magrini: “Lo dica al suo governo”

Botta risposta in consiglio comunale fra l'assessore e il capogruppo di Fratelli d'Italia


Rimini, Renzi (FdI): “No immigrati in hotel”. Magrini: “Lo dica al suo governo”


9 Giugno 2023 / Redazione

Secondo Gioenzo Renzi capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale di Rimini esiste un “business immigrati” cui va messo uno “stop”: “No alla trasformazione degli alberghi della fascia turistica in Centri di Accoglienza Straordinaria immigrati”

“La settimana scorsa in un albergo di via Praga, situato in zona turistica, con una trentina di camere – segnala Renzi – è stato insediato un Centro di Accoglienza Straordinaria di immigrati di origine africana, suscitando le reazioni negative e le preoccupazioni degli operatori turistici delle strutture ricettive circostanti. Teniamo presente che il Comune di Rimini e l’Associazione Albergatori hanno ribadito la contrarietà all’utilizzo degli alberghi della zona turistica come strutture di accoglienza per immigrati; la Presidente dell’Associazione Albergatori, Patrizia Rinaldis ha dichiarato “non è questa la funzione delle strutture turistiche alberghiere”.

“La stessa Prefetto avrebbe detto di evitare Centri di Accoglienza Straordinaria negli alberghi della zona mare.
Ciò nonostante, l’albergo di Via Praga, in zona turistica, è diventato un Centro di Accoglienza Straordinaria, gli immigrati ora insediati, sono stati trasferiti dall’albergo Alba di Miramare, dopo la scadenza dell’affitto.
Sostengo che non deve esser consentita la trasformazione di alberghi o pensioni in zona mare, “fuori mercato”, in Centri di Accoglienza Straordinaria; tali trasformazioni infatti contribuiscono ad aumentare il degrado della fascia turistica a danno della ristrutturazione, riqualificazione dei vicini alberghi e dell’immagine del nostro turismo in generale. Per questo ho chiesto, con l’interrogazione al Sindaco di ieri sera, quanti e quali sono gli alberghi nella fascia turistica del Comune di Rimini, trasformati in Centri di Accoglienza Straordinaria e il numero di immigrati rispettivamente accolti. Dinnanzi all’aumento degli immigrati in Italia, non si può assecondare il ”business immigrati“ con la “riconversione” o “riattivazione” di quelle strutture ricettive “fuori mercato“ o addirittura “dismesse“ della fascia turistica, in cambio di un prezzo giornaliero di 35 euro pagato dal Ministero dell’Interno, per ospitare ogni immigrato. E’ possibile prevenire tutto questo, escludendo dai Bandi Pubblici della Prefettura l’insediamento di Centri di Accoglienza Straordinaria nella zona turistica. Mentre i Centri di Accoglienza Straordinaria esistenti da anni nella fascia turistica, come Viserba e Miramare, devono essere trasferiti in zone compatibili.

“Inoltre, l’Amministrazione Comunale, deve svolgere gli opportuni controlli in ogni Centro di Accoglienza Straordinaria per verificare il regolare adempimento delle condizioni previste nel Bando pubblico e il rispetto, in particolare, delle condizioni igienico sanitarie, della sicurezza, ecc.”, ha concluso Gioenzo Renzi

L’assessore del  alle attività economiche e alla polizia locale derl Comune di Rimini Juri Magrini ha così risposto all’interrogazione: “Va chiarito che queste strutture rientrano nelle competenze dello Stato e del Governo e non sono in alcun modo responsabilità dell’amministrazione comunale”.

“Da un punto di vista urbanistico, di fatto, non possiamo intervenire e lo stesso vale per quanto concerne le decisioni, che sono di competenza della Prefettura, la quale non ha nessun obbligo né di informarci né di coinvolgerci nelle scelte”, ha precisato.

Questa questione, “si risolve solo se il Governo realizza un decreto che imponga alle Prefetture di evitare che tali strutture vengano collocate in zone ad alta vocazione turistica”. “Si tratta infatti di situazioni che possono creare problemi di ordine pubblico, questione che, anche in questo caso, come ben sappiamo, non rientra nelle competenze comunali. Bisogna trovare delle soluzioni adeguate dunque per dare una risposta alle persone in difficoltà che immigrano – che rimane una priorità -, ma che al contempo non danneggino il tessuto economico, sociale e produttivo. La nostra posizione a riguardo, come espresso dal Sindaco in passato in più occasioni, è chiara”, ha spiegato l’assessore Magrini.